Oggi a Genova 

La PL arresta la primula rossa dei pusher. A casa sua il cane Maqui ha trovato 36 involucri di crack

L’uomo aveva imparato a sfuggire ai controlli salendo e scendendo dai bus per andare a rifornire i clienti anche fuori dal centro storico. Così era sempre riuscito a sfuggire alla cattura, ma questa volta è finito dietro le sbarre. Nel suo appartamento, il reparto Sicurezza Urbana ha trovato anche sei cellulari “sospetti” di cui uno certamente rubato appena il giorno prima

Da diversi giorni gli operatori del reparto Sicurezza Urbana seguivano il soggetto, un ventottenne noto come spacciatore, ma bravissimo a evitare di essere colto in flagrante e fermato. Si guardava costantemente attorno e spariva – a volte anche interrompendo la contrattazione con i clienti – ogni qual volta si sentisse osservato. Gli agenti gli stavano alle calcagna perché soggetto molto attivo nello spaccio e avevano anche appurato che, nonostante fosse teoricamente senza fissa dimora, abitava in un vicoletto della zona della Maddalena.

Quando lui era assente, gli operatori avevano portato il collega a 4 zampe Maqui, addestrato per la ricerca degli stupefacenti, ad annusare il ballatoio dell’appartamento dove viveva e l’animale aveva dato segnale della presenza di stupefacenti.

Così gli agenti della Sicurezza Urbana hanno deciso di fermare il giovane in via San Luca, trovandolo senza “merce” addosso. Forti delle precedenti indagini, hanno perciò deciso di procedere d’ufficio alla perquisizione domiciliare. Nella sua casa Maqui ha scovato, ben nascosti, ben 36 involucri di crack (per un totale di più di 13 grammi) oltre a 1.300 euro in contanti di cui l’uomo non ha saputo spiegare la provenienza essendo privo di lavoro e di altre fonti lecite di sostentamento.

In casa sono stati anche trovati materiali per il confezionamento della sostanza stupefacente. Su disposizione del pm di turno, il sostituto procuratore Luca Scorza Azzarà, al termine degli atti di rito la persona è stata associata alla casa circondariale di Marassi, in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto.

L’uomo è stato anche denunciato per ricettazione perché nella sua abitazione sono stati trovati altri cellulari oltre a quelli che aveva in uso e a cui continuavano ad arrivare le prenotazioni dei clienti. Uno di questi, un iPhone, era stato rubato il giorno precedente in piazza Caricamento. L’arrestato ha tentato di dire che era di un amico che glielo aveva dato per ricaricarlo, ma in casa sua non c’erano caricabatterie compatibili. Gli agenti hanno trovato il proprietario che doveva ancora presentare denuncia e lo ha fatto dopo il ritrovamento.

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